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Presentazione

L’Italia è sempre più un paese di anziani. Le persone al di sopra dei 65 anni superano i 13,5 milioni e rappresentano il 22,3% della popolazione totale. Gli anziani che hanno più di 80 anni sono 4,1 milioni (6,8% del totale), gli ultranovantenni 727 mila (1,2%) e gli ultracentenari 17 mila. La vita media ha raggiunto 80,6 anni per gli uomini e 85,1 anni per le donne (dati ISTAT 2017). L’invecchiamento della popolazione ha un profondo impatto su tutti gli aspetti della vita sociale, in particolare sulla sanità pubblica.

La senescenza comporta un fisiologico declino delle funzioni fisiche e mentali, che tuttavia è molto variabile da soggetto a soggetto. Con l’avanzare dell’età, alle alterazioni legate all’invecchiamento si associa un aumento del rischio di sviluppare malattie croniche non trasmissibili, tra queste le patologie neurodegenerative, cardiovascolari, il diabete e i tumori.

Ma si può anche invecchiare in salute: individuare le strategie per rallentare il declino fisico e mentale e favorire una vecchiaia attiva è una delle sfide future. Gli studi sugli ultracentenari hanno messo in luce l’importanza dei fattori genetici ed epigenetici, ma soprattutto dei fattori ambientali legati allo stile di vita, in primis l’alimentazione e l’attività fisica. Anche le modificazioni del microbiota intestinale legate alla senescenza e le alterazioni dei ritmi circadiani che regolano il metabolismo sembrano avere implicazioni sulla salute dell’anziano. Manipolare il microbiota intestinale o favorire l’equilibrio dell’orologio circadiano potrebbe entrare a far parte in futuro delle strategie per una vecchiaia in salute.

Purtroppo, una percentuale non trascurabile di anziani è affetta da una o più malattie il cui decorso è segnato da complicanze che comportano disabilità fisiche, psichiche, riduzione della qualità di vita, fino alla fragilità. La gestione di questi anziani è complessa e richiede competenze specialistiche, sia per la scelta e la personalizzazione delle terapie farmacologiche che degli interventi nutrizionali. L’approccio più appropriato dovrebbe essere di tipo multidimensionale,
centrato sulla persona non sulla patologia, e finalizzato principalmente al miglioramento della qualità di vita.

Obiettivi del Corso

Letture e relazioni hanno l’obiettivo di fornire un aggiornamento sulle principali problematiche nutrizionali dell’anziano. I temi affrontati vanno dai fattori associati alla longevità alle alterazioni dei ritmi circadiani che regolano il metabolismo e la salute, alla gestione e al trattamento della disfagia, dell’obesità, del diabete, della sarcopenia, della fragilità, delle principali patologie d’organo e della nutrizione artificiale.
La maggior parte delle relazioni sono di tipo interattivo e pongono le basi per le successive sessioni pratiche, che hanno l’obiettivo di fornire le competenze per eseguire e interpretare i test di screening e le metodiche di diagnosi della sarcopenia, applicare correttamente la bioimpedenziometria nell’anziano, scegliere con appropriatezza i supplementi nutrizionali orali e gli integratori dietetici e monitorarne efficacia e tollerabilità, applicare all’anziano le tecniche di relazione e l’ascolto empatico.

Lorenza Caregaro Negrin
Direttore del Corso

Provider ECM e Segreteria Organizzativa

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